Quali benefici avrà sull’ambiente lo Smart Working

Lo Smart Working è senza ombra di dubbio una modalità di lavoro a basso impatto ambientale!

Nel giro di poco siamo passati dai 570 mila smart worker, censiti a ottobre 2019 dall’Osservatorio del Politecnico di Milano, a 8 milioni di home worker.  Svolgere il proprio lavoro da casa limita l’utilizzo delle automobili e degli spostamenti, abbattendo drasticamente le emissioni inquinanti. 

Per i lavoratori, anche una sola giornata a settimana di remote working, può far risparmiare in media 40 ore all’anno di spostamenti; per l’ambiente, invece, determina una riduzione di emissioni pari a 135 kg di CO2 all’anno.

Dall’esame dei dati elaborati dall’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, lo scorso anno i lavoratori agili  erano concentrati soprattutto in aziende di grandi dimensioni ed è stato calcolato un incremento della produttività del 15% per ogni singolo lavoratore, la riduzione del 20% del tasso di assenteismo ed una riduzione del 30% dei costi di gestione delle strutture aziendali. Dallo stesso report emergono risultati straordinariamente positivi anche per l’ambiente: attraverso l’adozione stabile dello Smart Working

si otterrebbe, entro il 2030, una riduzione annua dei livelli di diossido di carbonio di 214 milioni di tonnellate: per ottenere lo stesso risultato sarebbe necessaria l’azione di 5 miliardi e mezzo di alberi.

Quanto si muovono i lavoratori In Italia con il modello di lavoro tradizionale?

 Sulla base dei dati del censimento Istat 2014, ogni giorno circa 29 milioni di persone si muovono per recarsi a lavoro e la maggior parte percorre a bordo di un’automobile il tragitto casa/lavoro che, stando ad uno studio del 2015, per il 40% dei lavoratori italiani, dura più di un’ora.

La riduzione delle emissioni inquinanti passa attraverso la drastica limitazione dei mezzi in circolazione ed è proprio con il lavoro agile che si potrebbe fare la differenza! 

Raggiungere ogni giorno la  propria scrivania ha un impatto devastante sull’ambiente e comporta un grande dispendio energetico. Eliminando le postazioni di lavoro fisse  si riducono necessariamente anche gli spazi, gli uffici si ridimensionano e vengono concepiti in maniera innovativa per essere utilizzati a rotazione o in maniera occasionale.

 Come afferma Marina Penna ricercatore presso Enea:

“Basterebbe anche un solo giorno a settimana di Smart Working per i tre quarti dei lavoratori pubblici e privati che utilizzano l’automobile, per ridurre del 20% il numero di km percorsi in un anno. In questo modo si otterrebbe un risparmio di circa 950 tonnellate di combustibile, oltre ad una riduzione di oltre 2,8 milioni di tonnellate di CO2, di 550 tonnellate di polveri sottili e di 8mila tonnellate di ossidi di azoto, con un significativo impatto positivo sulla salute della popolazione”.

Link Ma cos’è esattamente lo Smart Working e come funziona?